Gender balance: con Industry 4.0 e smart factory si può

Il tempo in cui alle donne era assegnata (o imposta) la cura della casa e della famiglia sta lentamente lasciando spazio a un tipo di società in cui il talento del genere femminile è tenuto in forte considerazione, andando ad affiancarsi a quello maschile e raggiungendo insieme risultati più ricchi e completi.

L’Industria 4.0 e le smart factory stanno in qualche modo rimescolando le carte all’interno del mondo industriale, ridefinendo, insieme a molti altri aspetti, il ruolo della donna in un ambiente da sempre riservato al genere maschile.

Gender balance

L’espressione gender balance racchiude un significato più profondo di quello che sembra indicare a prima vista: rappresenta la parità di genere che si basa però sulla valorizzazione delle reciproche differenze e non una semplice uguaglianza con conseguente appiattimento delle diverse particolarità.

➡️ La presenza di competenze e abilità differenti all’interno di un qualsiasi ambiente infatti non può che arricchire le potenzialità e di conseguenza i risultati prodotti.

➡️ Le importanti conquiste avviate nel secolo scorso e perfezionate ancora nel corso degli ultimi anni hanno permesso alle donne di raggiungere posizioni lavorative da sempre considerate “maschili”, perfezionandole con qualità e approcci differenti.

Cosa sta cambiando

Secondo il report 2018 del World Economic Forum, in relazione al gender gap (la differenza tra maschi e femmine all’interno dell’ambiente lavorativo) l’Italia si posiziona al 70° posto in classifica. Si tratta di un risultato non troppo esaltante ma che incoraggia a sperare se si considera l’incremento di 12 posizioni rispetto al 2017.

✔️ Un altro dato che stupisce positivamente è quello riportato dallo studio del Gruppo Sodexo, vale a dire l’aumento del 12% per l’employee engagement, ovvero il coinvolgimento dei lavoratori anche per quanto riguarda i valori e la realizzazione degli obiettivi aziendali. Le persone soddisfatte, motivate e gratificate, riescono quindi a ottenere risultati migliori. Sembrerebbe infatti che gli ambienti di lavoro con un alto livello di gender equality favoriscano di pari passo l’incremento dell’employee engagement.

✔️ E per finire, secondo il Centro Studi del CNI, in Italia il 39% dei laureati nelle discipline Stem (scienze, tecnologia ingegneria, matematica) sono donne, in molti casi estremamente preparate e determinate nel conseguire risultati importanti. Allo stesso modo aumentano le donne che arrivano a ricoprire posizioni manageriali e di vertice.

✔️ I numeri sono ancora ridotti e occorrerà tempo per uscire dallo stereotipo tradizionale uomo-lavoro e donna-famiglia, ormai non più attuale e attuabile, ancora di più in settori a prevalenza maschile.

Come sta cambiando

Il mondo manifatturiero è da sempre considerato un ambiente maschile perché associato alla produzione, quindi a concetti come fatica o condizioni difficili e gravose. Ma il cambiamento è ormai in atto.

Uno degli ostacoli che stanno rallentando il cambiamento è sicuramente la zona grigia che ancora sussiste in occasione di eventi come la nascita di un figlio: in questi casi molto spesso le donne sono costrette a scegliere tra famiglia e lavoro. Quali sono le soluzioni che possono essere introdotte per evitare il fenomeno dell’abbandono del posto di lavoro o della carriera da parte delle mamme lavoratrici?

➡️ Il ruolo delle aziende è cruciale per fornire un valido supporto alle proprie collaboratrici, ad esempio attraverso l’introduzione o il potenziamento di asili nido aziendali, soluzioni di smart working e welfare aziendali a copertura delle spese (asili nido o baby sitting).

➡️ Allo stesso modo il contributo attivo degli uomini (mariti, compagni, colleghi, capi…) è decisivo per arrivare a rompere il paradigma donna-famiglia e raggiungere la gender equality.

➡️ Non va dimenticato poi che anche la politica dovrebbe mettere in campo strategie mirate e maggiormente efficaci per supportare le donne e più in generale le famiglie che decidono di avere un figlio e che possono avere difficoltà a conciliare lavoro e accudimento della prole, per motivi economici, logistici o per il semplice fatto di non poter contare sull’aiuto dei nonni, tuttora la vera ancora di salvezza per milioni di famiglie.

Con la sua portata rivoluzionaria l’Industria 4.0 è in grado di fare da traino alla trasformazione in atto: la smart factory non è un “mondo per uomini”, fatto solamente di lavori ripetitivi e faticosi, ma sempre più necessita di capacità di progettazione, visione e strategia. Nei prossimi anni il numero di figure tecniche femminili è destinato a crescere, per raggiungere (si spera) la gender equality, che sommando le diversità di uomo e donna permette di ottenere risultati e qualità del lavoro di livello superiore.

Gender balance: con Industry 4.0 e smart factory si può.

Fonti:

► Digitalic n°87 (09/2019) – “Quarta rivoluzione industriale: il ruolo centrale delle donne” di Claudio Gagliardini

► Automazione Oggi n°417 (10/2019) – “La ‘diversity’ nelle imprese” di Oscar Milanese

► World Economic Forum – Report “The Global Gender Gap Report 2018”

► Sodexo

► Centro Studi del CNI

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